ARD System

Sito ufficiale del Maestro Giorgio Porcellana

Abilità Comunicative Verbali

Esistono 3 parti distinte e allo stesso tempo integrate necessarie alla risoluzione dei conflitti tramite dialogo.

  1. Deflessione
  2. Disinnesco (Disintensificazione)
  3. Proiezione – linguaggio corporeo, sicurezza, tonalità vocale

La maggior parte delle seguenti tattiche trovano applicazione prevalentemente in riferi­mento a scenari di confronto con soggetti intenzionati a compiere atti di “BULLISMO“.

Con deflessione si intende un ostacolo verbale (o una evasione verbale) espresso in modo da non poter permettere al potenziale aggressore di OTTENERE IL CONTATTO SPERA­TO, non permettendogli pertanto di “attivarsi”.
Ad esempio: cammini per strada pensieroso e distratto, improvvisamente qualcuno sbu­ca di fronte e ti grida in faccia “sei veramente brutto!”o “fai schifo!!”.
Deflessione: “grazie!” e prosegui il cammino;
un soggetto “sospetto” ti si avvicina e chiede l’ora con fare circospetto, deflessione: “Scusami non posso aiutarti” e prosegui;
Indipendentemente dal contenuto della domanda (avresti spicci per fare benzina? avresti spicci per mangiare? Mi daresti una sigaretta? etc.) deflessione: “mi dispiace non posso aiutarti’ e prosegui.
Se insiste nell’avvicinamento è necessario un assertivo: “Fermati! Per favore non avvicinarti oltre, grazie”
Evitare assolutamente di fermarsi a DIALOGARE, essenziale essere telegrafici, assertivi e muoversi rapidamente. Restare sempre “sul chi vive” e buttare qualche occhiata sopra le spalle per controllare di non essere seguiti dallo sconosciuto.
Disinnesco: Molte, moltissime volte si può riuscire ad EVITARE uno scontro, tramite quella che viene chiamata per l’appunto de-escalation verbale, autodifesa verbale, risoluzione dei conflitti, comunicazione tattica etc.
La cosa fondamentale è apprenderne i concetti base ed applicarli come PARTE del proprio ADDESTRAMENTO ALLA DIFESA PERSONALE.
I punti chiave per un buon “disinnesco” della situazione sono TEMPISMO, VOCE, LINGUAGGIO CORPOREO e CAPACITA’ NEGOZIALI.
Tempismo: il disinnesco VIENE DOPO nei confronti ritualizzati rispetto alla fase dell’ “intervista”, la fase iniziale in cui l’aggressore VALUTA E STIMA la vostra predisposizione al ruolo di VITTIMA (tale valutazione viene effettuata da TUTTI i criminali, eccezion fatta per alcune fasce di individui affetti da particolari forme di psicosi)
Voce: tonalità idonea, vigorosa ed energica, confidente, calma ed equilibrata, gradevole e conciliativa, entusiastica.
Linguaggio corporeo: nell’autoprotezione non è sufficiente acquisire capacità in merito all’interpretazione del linguaggio corporeo (L.C.) dell’aggressore, ma altrettanto importante è apprendere l’utilizzo corretto del PROPRIO L.C.
Utilizzare una postura retta, spalle arretrate, testa innalzata e mantenere una andatura composta e “a passi lunghi e ben distesi” (proprio come ogni genitore insegna al proprio figlio….) In caso di confronto, mantenere la calma, cercare di essere assertivo ma NON AGGRESSIVO ed apparire sicuro di sé e per nulla spaventato. Proiettare una considerevole AUTOSTIMA.
Negoziazione: la vera chiave di volta è insita nel RIUSCIRE A FAR PARLARE l’aggressore; è necessario ricorrere a termini che siano quanto più appropriati per l’occasione e la situazione contestuale. Parole che diano all’aggressore-bullo le attenzioni di cui è in cerca, gli diano ciò che vuole, e gli permettano di uscire dalla scena vittorioso agli occhi della “gente”; è importante notare come la maggior parte degli individui NON VOGLIA FARE A BOTTE in quanto tremendamente spaventata dall’ignoto che caratterizza l’evolversi di tali situazioni conflittuali, tuttavia per salvare l’ego di fronte a sé stessi, ma ancor più agli occhi degli “amici” , in caso di discussione, si adatterà a COMBATTERE SE NON GLI VIENE OFFERTA UNA SOLUZIONE “SALVA ORGOGLIO”.

Esempi: Gruppetto di ragazzini, è buio e torni a casa stanco, incroci il gruppetto e PER SBAGLIO incroci lo sguardo del capobranco, che immediatamente gonfia il petto, alza le spalle e le porta indietro, dilata le pupille e guardandoti di traverso ti urla “C@zzo c’hai da guardare?!!!?”.
Trova rapidamente qualcosa che ti possa piacere, un piercing, un anello, abbigliamento, scarpe, tatuaggio; sorridi e, in maniera sicura e con ENTUSIASMO, digli “mi piace un casino la tua collana snake! wow è veramente una figata!!” Oppure “dove l’hai presa? è stupenda!” indicandola; oppure “hai un tatuaggio che è stupendo! lo volevo fare anch’io al più presto, mi diresti da chi l’hai fatto?”

Sei in una lavanderia a gettoni (ma lo stesso principio si adatta in fila in banca, posta, parcheggio etc.) e ti si piazza davanti un cogli°ne agitato che ti urla “hey str°nzo, questa è la MIA lavatrice, togli subito i tuoi c@zzo di vestiti!”
Ora, tu sai che non è vero, non la stava usando ed è appena entrato nel negozio.

Le alternative sono due, o ti impettisci (“ballooning”) cercando di far leva sulla sua insicurezza e facendogli capire che ha scelto la persona sbagliata nel momento sbagliato (però i rischi sono sempre alti…. armi, amici etc. etc.) rispondendogli “Vai a fare in cul°00!!! metto i miei vestiti dove stra-kazzo voglio ioooo!! Ora levati dai cogli°ni e fai la fila come tutti!” Oppure, rinunciando al proprio EGO (orgoglio), con voce calma e sicura, rispondi: “oh, perdonami hai ragione. Li tolgo subito”, ciò DEFLETTERÀ’ la situazione.

Modalità di gestione dei comportamenti aggressivi e maltrattamenti verbali.

  1. Semplicemente concordare con l’aggressore.
  2. Rivolgergli domande ed impegnarli in conversazioni diverse può allontanarli dal compor­tamento aggressivo ed orientarli ad un atteggiamento amichevole.
  3. Giocare a fare “l’indiano” (il fintotonto), è un’altra modalità idonea a tale fine “Oopss, non sapevo fosse tuo, scusa”, “hey, dici che il supermercato è ancora aperto a quest’ora?” “Oh caz.. meglio che mi dia una mossa prima che inizi la partita/il film”; è fondamentale apparire gentili e gioviali, cortesi anche se la cosa non è reciproca.
    Ignorare gli amici (non nel senso di abbassare la soglia di attenzione, anzi! molte tattiche criminali involgono un soggetto che opera da distrattore ed un altro che aggredisce all’improvviso..) inteso come evitare di prestare attenzione alle provocazioni ed agli insulti che da questi inevitabilmen­te giungeranno, ignorare la rabbia e l’aggressività del soggetto che ci affronta. Rimanere calmi, agire con sicurezza, ed intraprendere conversazioni appassionate che ridirezionino l’oggetto del confronto, infine salutare ed EVACUARE.
  4. La soluzione del “si, hai ragione” permette all’aggressore di ottenere ciò che desidera senza la necessità di un confronto violento, sottraendo carburante nel momento in cui si concorda con le sue “tesi”.Il segreto sta nel lasciargli avere ciò che desidera SENZA MOSTRARE PAURA.
  5. Interrompere la catena sequenziale degli eventi, cambiando bruscamente argomento, ad esempio tossendo e sputando che istintivamente provocherà disgusto e dire “Scusa ma l’allergia mi sta uccidendo” oppure “questo raffreddore non mi va più via”.

Pertanto, i punti di successo di una corretta gestione verbale del potenziale confronto sono individuabili nel mantenere il controllo della situazione, non fornire all’aggressore scu­se per ricorrere alla violenza, farlo parlare, dargli l’attenzione desiderata. Per contro il fallimento deriva da orgoglio ed ego, rabbia, paura, mancanza di autocontrol­lo, determinazione dell’aggressore a “predarti” senza via di soluzione alternativa.

Altri “trucchi” comportamentali: evitare il contatto visivo con gruppi di maschi, special­mente nelle ore notturne, allenare le risposte allo scenario “C@zzo c’hai da guardare?!!?”
Individuare il leader del branco, ignorare il suo atteggiamento e la sua aggressività ma non la situazione; trovare qualcosa di possibile attrazione nella sua persona fisica o abbiglia­mento etc.; guadagnare tempo per valuatare la soluzione tattica più idonea chiedendo di ripetere ciò che ci è stato chiesto, se il nome è conosciuto utilizzarlo, altrimenti provare a farselo dire, giocare al “fintotonto”, avviare una conversazione distrattiva, fare domande, cambiare il soggetto della discussione. Apparire calmi, sicuri, cooperativi e genuini.
Evitare di essere scortesi, evitare la sfida, evitare di costringerlo ad agire perché messo alle strette, evitare di ignorare la situazione, non apparire aggressivi, arroganti, presuntuosi; evitare di comunicargli il suo stato di esagitazione con frasi del tipo “Rilassati!” o “Qual è il problema?!!?”
Si tratta di RECITARE una parte, tale va considerata. Bisogna saper recitare, prenderla come una selezione per la parte di un film che ci interessa, è pertanto necessario recitare professionalmente ed essere convincente per ottenere quel ruolo. Pertanto non sarà l’or­goglio, il dover salvare la faccia a tutti i costi, ciò di cui ci si deve occupare, ma unicamente di essere convincente al massimo e trarre orgoglio dal fatto di aver “FREGATO” il “DURO DI STRADA” con l’astuzia.
E’ inutile sottolineare come esistano situazioni (o soggetti) che NON POSSONO ESSERE disinnescate verbalmente, indipendentemente dall’abilità acquisita e dalle capacità di negoziazione. E’ importante riconoscere tali situazioni, saper valutare quando è stato PASSATO IL CONFINE del non ritorno e non esistono più margini di trattativa perché l’unica cosa che interessa all’aggressore è aprirci il cranio in due. E’ necessario non lasciar superare all’aggressore il nostro SPAZIO VITALE e prepararsi all’azione, MEGLIO SE PREVENTIVA.

LA CONFERMA FINALE DI UN ATTACCO IMMINENTE, SOLITAMENTE SI MANIFE­STA IN FORMA DI UNA LESIONE O IN UN CONTATTO DURO.

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